carta colta |
||
|---|---|---|
| testo catalogo | ||
Quando mi sono insediato come direttore di Palazzo Collicola, uno dei primi progetti che trovai in Assessorato riguardava il Libro d’Artista. Già lo conoscevo e ne apprezzavo la necessarietà e il rigore filologico, sapendo bene quanto l’editoria d’arte rappresenti un completamento organico nel motore trapezoidale del sistema visivo. Dissi subito che avrei ospitato volentieri l’evento in alcune sale del museo, anche se poi la cosa non avvenne ma soltanto per ragioni tempistiche. Oggi ritrovo un dialogo fertile con Franco Troiani, anima pulsante di Spoleto, uomo di raffinatezze e silenzioso coraggio, artista di valore che privilegia lo scambio informativo, le piattaforme dialoganti, il peso specifico del dono culturale. E poi devo sottolineare il ruolo di Emanuele De Donno e Giorgio Maffei, curatori delle ultime due edizioni, registi minuziosi che hanno lavorato sulla metrica del dettaglio, non trascurando le molteplici tonalità editoriali che fanno la differenza. Il progetto in questione ha svariati meriti e definisce un lato profondo della regione Umbria: sto parlando dell’analisi minuziosa attorno a testi e documenti, del fondamento didattico che vitalizza diverse realtà regionali, compresa Spoleto con la formidabile Biblioteca Carandente di cui sono “custode” e traghettatore. L’esempio del Libro d’Artista la dice lunga sul valore della “carta colta” in una Terra riflessiva e poco chiassosa, internazionale per fisiologia turistica, riservata ma non chiusa. Certi libri hanno particolare senso dentro contesti che stimolano la lettura meditativa in una costante piacevolezza del tempo sospeso. Se poi la cellulosa trattiene le energie di un artista, allora andiamo oltre il peso effimero del catalogo usa e getta, oltre la semplice documentazione di un evento: e le pagine ribadiscono la chiave analitica che anima i migliori intelletti umbri, l’attenzione per l’oggetto e il suo contenuto, l’amore per una documentazione che parla di memorie necessarie, immaginari e codici, forme e teorie. La tecnologia elabora voli pindarici eppure non esisterebbe presente culturale senza il peso fondante della carta, senza l’ingombro da libreria che ci spinge nel cuore del progetto. Il libro d’artista diventa la radiografia mobile della profondità individuale, la luce che illumina l’integrità ideativa, lo scandaglio grafico delle fondamenta su cui si regge un percorso. Verrebbe da dire “buona lettura” ma non basta. Meglio dire “buona immersione”, ricordando che il libro d’artista è una discesa morbida tra luoghi speciali, apparizioni segrete, alchimie non comuni. Dentro quelle pagine si animano i cinque sensi, il testo si trasforma in immagine, le immagini si trasformano in testi, la composizione svela l’inaccessibile. E la potenza (madre di ogni esile potere) torna al centro del viaggio culturale.
|