scooter di ricerca: romacretiva
 
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Poco tempo fa, riflettendo sulla biologia culturale di Roma, ho pensato che fosse giusto creare una piattaforma di sintesi, un luogo virtuale che raccordasse e sistemasse i privilegi qualitativi del reale. Nacque così www.contemporoma.it, un sito per ribadire le eccellenze sul territorio romano, per indagarne l’anima coraggiosa e innovativa, le energie umane, i profili del cambiamento coerente. Le arti visive ne costituirono da subito la massa cardiaca, il nucleo primario da cui svolgere fili sonori, verbali, editoriali, comunicativi… Ecco, ho immaginato Contemporoma come una mappatura radiografica dal sommovimento organico, un luogo elastico che oggi si incastra a misura sul progetto RomaCreativa. Due anime adiacenti, due hub metabolici che masticano la città per assimilarne i migliori ingredienti. Il risultato sta in questo volume, tentativo riuscito di plasmare il luogo manuale delle nostre aspettative, dei nostri desideri, dei nostri rischi consapevoli. Un diario di bordo e trasbordo, un’agenda militante che narra le storie bellissime di una metropoli spesso distratta, nevrotica e superficiale. Roma è così, città liquida sotto il suo strato di apparenza pietrificata, metropoli dove le idee scorrono in assenza di dominio univoco e vincitori assoluti. Prevale nella Capitale la rete energetica invisibile, un moto di stimolo perpetuo che favorisce la sperimentazione ma anche la dispersione, il viaggio in solitaria e, di fatto, la poca omogeneità del network. Quell’energia scivola come tensione sottotraccia e tocca le molte identità creative, investendo la città di volumi multiformi, pratiche consistenti, suoni radicali, spazi esplorabili. Purtroppo ancora manca un “Sistema Roma”, un database umanitario che consenta un resoconto comune e un “senato” del dialogo urbano. Si viaggia spesso come gatti randagi che hanno affinato il codice urbano ma non riconoscono il gruppo di riferimento. Oppure accade che il gatto creativo riconosca un microcosmo ma non gli altri microcosmi similari, dimenticando che l’unione, come dice un ottimo proverbio, fa ancora la forza e, quindi, la differenza.

RomaCreativa parte da qui: la qualità reale di una città significativa, le mancanze realistiche di un network in fase accelerativa. E’ come se il progetto arrivasse nel posto giusto al momento giusto, nei giorni in cui Roma dimostra la sua valenza internazionale, l’indipendenza (dove possibile) dai moralismi capitolini, la predisposizione al nuovo non solo generazionale. Cercheremo di fare ordine in questo network ancora disomogeneo ma ormai consapevole, popolato da gatti talentosi che iniziano a capire l’importanza del dialogo incrociato, dell’esperienza comunicativa, di un contesto in cui crescere facendo crescere gli altri.

Nelle arti visive la situazione recente conferma quanto appena detto. Ripenso a quindici anni fa, il periodo in cui iniziavo a curare le mie prime mostre, e ricordo una Roma ben diversa da quella odierna, per certi versi più istituzionale ma decisamente più noiosa, meno versatile, più scontata rispetto al modo inventivo e randomico del presente. Oggi sta pulsando un’attitudine che somiglia agli anni Sessanta, quantomeno in termini di libertà ideativa, invenzione e visione globale. Pensiamo ad alcune gallerie senza eguali, innovative per metodologie e codici: Dorothy Circus Gallery, unico spazio italiano che si dedica in maniera esclusiva al fenomeno del Pop Surrealism; Mondo Bizzarro che da anni unisce popsurrealismi, temi fetish e immaginari erotici con rigorosa personalità; Motel Salieri, spazio liminale tra installazioni, performance e moda sperimentale per maschi visionari: Mondo Pop, galleria e negozio con occhio clinico sui temi acidi del pop contemporaneo; Secondome che parte dal design d’autore per una riflessione radicale sui volumi scultorei del presente. Altro dato di particolare interesse riguarda le zone in cui le cinque “postgallerie” hanno aperto: Dorothy al Pigneto, zona di periferia urbanistica e centralità creativa; Mondo Bizzarro in via Reggio Emilia, distretto del Macro e di altre gallerie arrivate in scia; Motel Salieri nella spiazzante via Lanza, là dove è appena nato il building residenziale di Giorgio Armani; Mondo Pop in pieno tridente capitolino, a conferma di un nuovo modello per la proposta trasversale del centro storico; Secondome nella zona di via del Governo Vecchio, snodo di ottimi negozi e belle sorprese culturali.

Dinamica anche la vita di nuove fondazioni con sguardi vigili sul presente: Fondazione Pastificio Cerere nel palazzo artisticamente più connotato della città, Depart Foundation (produttori della mostra “New York Minute” al Macro Future) con la sua rete transcontinentale, Nomas Foundation e la sua visione specifica del panorama artistico, Fondazione Giuliani con le sue proposte per nulla scontate e fortemente curatoriali.

Sul fronte dei luoghi espositivi, Roma sta avviandosi ad un circuito virtuoso che non ha eguali nella sua storia recente. Maxxi e Macro come eccellenze ad alto valore architettonico, le fondazioni con le loro sedi attive, le accademie straniere che stanno potenziando il loro modello propositivo, La Pelanda e tutta l’orbita della Fondazione Romaeuropa, Palaexpò e Auditorium con le loro capacità di assorbimento molteplice, l’Ara Pacis di Richard Meier, la rinascita progressiva del quartiere Eur, le varie “Case” culturali dalle identità mutanti, i nuovi spazi riattivati da Comune e Provincia, l’ingresso più deciso del contemporaneo nelle aree archeologiche, decine di gallerie private che aprono ogni anno (sperando che non chiudano)… fino al futuro gigantismo degli ex Mercati Generali, verso quel nuovo assetto che renderà la zona Ostiense una delle aree culturali più significative d’Europa.

Cresce a Roma una cultura street coraggiosa e innovativa, basti pensare agli stencil impressivi di Sten, Lex e Lucamaleonte. O al ruolo storico del gruppo Why Style, in particolare Stand e Scarful, esempi di un eclettismo sano e mai univoco. E poi Roma è la casa di Drago, unica casa editrice italiana ad aver sposato i modelli espressivi delle metropoli in tutte le loro escrescenze vitali e virali.
Non dimentichiamo i premi che sono nati qui sul territorio (dal Premio Terna al Talent Prize, da EcoArt alle diverse borse di studio e residenze), le riviste che cercano collocazione e riconoscibilità (dal visual magazine Fefè a Zero, da Nero a Drome, da Grab a Busta…), fino ai festival (cito tra i tanti una realtà solida come FotoGrafia), le rassegne, gli eventi speciali…

Matura nella Capitale il mondo della comunicazione più avanzata, un sistema neuronale dove teorema ideativo e sviluppo produttivo diventano macchine creative per artisti di varia provenienza. Diversi i network creativi di area romana e propulsione aperta. Alcuni nascono attorno ai magazine, in particolare merita una citazione il gruppo di Nero, vicino ad alcune realtà creative che ci piace seguire e supportare. Funzionano bene altri network anomali, vi bastino il dinamismo polifonico di Romaeuropa e la galassia extradidattica Istituto Europeo di Design che tanto muovono nel tessuto culturale capitolino. O anche i network musicali o multitasking per natura: su tutti xister, Dissonanze, Snob Production, Brancaleone, Circolo degli Artisti e Rialtosantambrogio, motori creativi che, partendo dalla musica elettronica, ampliano i contenuti sonori verso i vari linguaggi visivi.

Non mancano giovani gallerie (cito una selezione di spazi inaugurati negli ultimi anni e aderenti alla città in termini di network reale) che, pur seguendo (in apparenza) i codici consueti del metodo galleristico, stanno (in realtà) evolvendo alcune modalità operative, spostando la pratica sui fatidico network aperto. Extraspazio, Monitor e unosunove propongono un bel panorama internazionale dai modelli propulsivi; C02 contemporary art e Changing Role (mentre scrivo ha spostato le sue mostre presso Sala1, altro luogo storico della Roma propositiva) si confermano tra gli spazi più sensibili alle nuove figurazioni; OREDARIA Arti Contemporanee esalta la progettualità ambiziosa attorno a nomi rilevanti; Galleria Marie-Laure Fleisch si concentra sul disegno e tesse intelligenti sinergie cittadine; s.t. foto libreria galleria si concentra sulla fotografia con metodo, accoglienza e intuizioni; Romberg artecontemporanea mantiene coerenza e qualità nel suo dedicarsi alla giovane figurazione italiana; Z20 Galleria Sara Zanin e The Gallery Apart crescono in maniera calibrata; 26cc e Ex Elettrofonica sono realtà intriganti…

RomaCreativa si sta trasformando nel radar sensibile che coglie lo sciame sismico talvolta silenzioso, altre volte più rumoroso. Un laboratorio mobile che registra le scosse sotterranee, l’energia in crescita silenziosa, il rumore bianco della ricerca sperimentale, del talento privo di vincoli, della nuova estetica di confine. E così, mentre il motore di ricerca (Google) seleziona il disponibile per fornirlo nella sua relativa totalità, il nostro progetto diventa una sorta di scooter di ricerca. Un mezzo rapido e urbano, veloce e a basso consumo. Facile da guidare ma anche scattante non appena il traffico (i fatidici nodi da sciogliere) rallenta la circolazione (delle idee). Unica avvertenza: seguite qualsiasi strada vi ispiri fiducia senza mai dimenticare la benzina (il vostro obiettivo) nel serbatoio (la vostra visione). Che la topografia creativa (non solo romana) sia con voi!