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PALAZZO DEI CONGRESSI… Il rigore profetico dell’angolo retto, l’ascesi spirituale dei vuoti seriali, la sublime ripetizione modulare che sulla cupola diventa energia sentimentale, emozione oltre la definizione del tempo: ADALBERTO LIBERA, simbolo insuperato di un costruire insuperabile, rimane l’involontario architetto del suono espanso, l’uomo che ancora definisce, suo malgrado ma di belgrado, il contesto invisibile dell’elettronica posturbana. EUR che significa moltissimo nella cultura architettonica del Novecento, così come implica notevoli anomalie in questa Roma diversa ed estrema (niente cromie tra il giallo e l’arancio, niente pietra consunta, niente vicoli sghembi), visione radicale dell’essenzialità adulta tra vita civile e geografia interiore. Una città che con DISSONANZE accoglie una spiccata cultura del suono sintetico nel suo quartiere più “sonoro”, forse uno dei luoghi italiani a maggior impulso ritmico, progressivo e minimale per natura costruttivista, eppure passionale nella sua “coscienza sonora” che si trasforma in paesaggio, energia abitabile, evento prospettico dal sentore euclideo. Nascono a Roma alcune tra le ricerche elettroniche più innovative (autori, etichette, produzioni, serate, club, festival…), talentosi architetti sonori sentono l’energia urbana che si infiltra nel modulo compositivo. La Capitale si conferma dimensione metropolitana tra le più cerebrali nella sua bulimia di culti e culture. Città che, non a caso, annovera calibri eccellenti come Lory D, Marco Passarani o Andrea Benedetti. E che per prima ha ipotizzato nuove soluzioni pittoriche attraverso un’arte elettronica dalla natura emotiva (Matteo Basilé, Alessandro Gianvenuti, Rafael Pareja, Giuseppe Tubi). La re-classicizzazione del corpo (Basilé), l’autoritrarsi per dettagli (Gianvenuti), le commistioni del landscape mentale (Pareja), la rielaborazione psicotica del mondo disponibile (Tubi): immagini che sono immaginari universali ma fortemente territoriali, a conferma di erotiche sinergie tra tangibile ed invisibile. Una Roma visuale che spazia con intelligenza borderline (DDG, Tiziano Lucci, Fabio Lattanzi Antinori, Gianluca Del Gobbo, Mario Greco…), ondivaga nel suo disperdersi senza mai perdersi. EUR, ovvero, Elettronica Urbana Ripensata… EUR, ovvero, dissonanze romane presso il Palazzo dei Congressi… ROMA, ovvero, suoni evocativi, persistenti, rinnovabili…
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