(adalberto) libera(mente) |
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Energia… bellissima e filante parola che suona come un flusso mercuriale senza confine fisico. La pronunci e intuisci il passo morbido della velocità progressiva, la circolazione di elementi vitali, l’andamento alchemico di ciò che cresce attraverso la natura energetica del mondo. Tutta la creatività è il risultato orgoglioso di molteplici energie in connessione. Ideare, confrontarsi, costruire, dire, proporre, affermare, presentare: arte contemporanea significa molte cose che avvengono prima e dopo l’opera, implica la rivelazione di un nuovo sguardo sul’esistente attraverso la veggenza visionaria. L’arte contemporanea racconta il vero in versione speciale, è una luce cosmica che interroga il pensiero, rivelando il dubbio nel preciso istante in cui unisce le polarità dei molteplici flussi viventi. Trasmissione di energia stabilisce il focus tematico del concorso, pensato però come metafora contemporanea, come modello astratto che identifichi l’energia nei molteplici passaggi del quotidiano. La pura energia ci piaceva come stimolo ma non ci bastava, avrebbe esposto il tema al rischio di uno scibile indefinito. La trasmissione è invece un richiamo alla dialettica e alla conoscenza, un processo di scambi disomogenei, una chiave etica per ragionare sulle articolate posizioni “sociali” dell’artista. L’arte, in fondo, nasce e cresce per trasmettere idee attraverso l’emozione dello sguardo (significante) e la densa qualità morale del suo status (significato). Per la prima edizione del Premio Terna abbiamo così favorito un tema dalle maglie larghe che rispondesse ad alcune esigenze. La prima: estendere la filosofia dell’azienda ad un progetto culturale, non vincolando la creatività su passaggi didascalici ma stimolando gli autori ad estendere le loro specificità. Per gli artisti significava partire da uno spunto aperto su cui plasmare i codici in maniera corretta, senza che si togliesse onestà morale al personale obiettivo d’autore. La seconda esigenza era fornire un punto di partenza da cui far tracciare le singole linee creative, in modo da connettere le molteplici interpretazioni di una stessa matrice tematica. Terza esigenza: indicare la “trasmissione di energia” come il tema più aderente alle urgenze del mondo odierno, specchio futuribile e memoria esemplare per gli uomini di buonissima volontà etica. Premio Terna, insomma, non è soltanto un concorso ma un progetto culturale dalle piattaforme dialoganti, un catalizzatore propulsivo che perlustra il dialogo tra generazioni, la trasmissione di valori tra chi ha già costruito la struttura creativa, chi la sta edificando e chi oggi impianta le proprie fondamenta a futura memoria. Il risultato, se da una parte conferma le nostre aspettative, dall’altra aggiunge qualcosa che non credevamo possibile fin da subito, ovvero, disvelare svariate sorprese con artisti giovani o sconosciuti che hanno indagato nuovi territori espressivi, spiazzanti geografie concettuali e profonde strategie etiche. I migliori hanno interpretato il tema in maniera intuitiva e focalizzata, alimentando la propria ossessione in modo sintetico e comunicativo. Non sono mancati gli artisti che hanno perso il filo tematico, talvolta con opere riuscite ma senza connessione allo specifico che il premio richiedeva. In generale sono emersi spunti tematici ad ampio spettro, anche se concentrati sui rapporti binari tra individuo e ambiente esterno. Si guarda molto alle nuove configurazioni del paesaggio ma anche alle modulazioni interiori, a come stia cambiando la geografia psichica e sentimentale rispetto agli sconvolgimenti globali. Predomina, come appena detto, la concentrazione sul singolo anziché sulla massa, riprova di un’analisi allo specchio che cerca il carattere empatico del messaggio. La varietà dei linguaggi figurativi conferma, infine, la buonissima qualità iconografica del nostro panorama, soprattutto quando pittura e fotografia (con le loro derivazioni combinatorie) captano l’energia fluida del presente. Si aggiunga un altro fatto che non era certo ovvio coi premi d’arte contemporanea: la presenza di tante opere che combinano i linguaggi, a conferma di uno status elettivo che rompe alcuni preconcetti a favore di maestri dell’illustrazione ad arte, designer verso l’unicità del prodotto, figure dei contesti street art, performer e autori da teatro multisensoriale, artisti che dirigono film, architetti e musicisti eclettici, sperimentatori elettronici… E poi abbiamo posto una sfida che a molti sembrava un suicidio culturale, ovvero, invitare i migliori artisti del panorama italiano degli ultimi quarant’anni, stabilendo i presenti e gli assenti sulla base oggettiva di carriera, senza nessuna valutazione di gusto o contesto. Alcuni non hanno raccolto la partita, altri hanno aderito con generosa consapevolezza, esponendosi in una gara dove uno avrebbe vinto e tutti gli altri solo partecipato. Non era semplice far passare nel mondo artistico un meccanismo del genere, proprio perché l’arte sembra disabituata a ciò che nelle altre creatività si considera consuetudine. Far gareggiare le opere di artisti che hanno ottenuto molto o moltissimo in vita significava capovolgere il meccanismo parziale dei premi d’arte in Italia. E implicava, altro dato emblematico, la formulazione del confronto di categoria (Terawatt) tra maestri storicizzati e figure più giovani ma ormai riconosciute sul piano mondiale. Il risultato? Ventiquattro artisti e altrettante opere che hanno colto la tensione tematica e il cuore della sfida, capendo lo spirito del “gioco” e il potenziale di un miglior dialogo col Paese. Premio Terna, per la prima volta in Italia, prova a superare il conflitto ideologico che ancora circola in diversi contesti del contemporaneo. Sul tavolo dell’azzardo ci siamo seduti senza trucchi, rispettando le giuste consuetudini del sistema artistico. Poi, durante la nostra partita, abbiamo mosso le carte in maniera spiazzante, sparigliando l’ordine e impaurendo solo i meno coraggiosi o i peccatori di conformismo. Non abbiamo rivoluzionato nulla, ne siamo coscienti anche se amiamo una minima percentuale di sana incoscienza. In realtà non abbiamo fatto altro che partire da una formula orizzontale, usando due categorie (Megawatt e Gigawatt) che inquadrassero un semplice spartiacque anagrafico. Tutti potevano iscriversi, gratuitamente e senza vincoli. Tutti hanno avuto l’opportunità di proporsi ad un giuria di eccellenze professionali. E tutti, davvero tutti, hanno potuto votare l’artista preferito attraverso la formula del voto on line. Certo, qualche altra anomalia è stata messa in piedi, anche perché ci piace la consonanza culturale ma non la copiatura curatoriale. Si consideri il legame costruttivo che abbiamo aperto con le istituzioni statali, la viralità della nostra comunicazione, il nomadismo generoso con cui ci siamo presentati sul territorio nazionale, la tipologia editoriale dei nostri prodotti, la realizzazione di un sondaggio (altra novità italiana) che ha indagato le coordinate del gusto e degli interessi attorno all’arte contemporanea. Proprio la giuria, assieme al prestigioso comitato d’onore, è stato uno dei punti su cui abbiamo agito con sistematica dedizione. Volevamo personaggi di vari ambiti culturali, capaci di assicurare una pluralità analitica che evolvesse il posizionamento sociale dell’arte. Rivedete l’elenco dei nomi coinvolti e capirete la nostra felicità per aver condiviso con loro questo viaggio nella visione italiana. Se i risultati sono lo specchio di una dedizione orchestrale, allora questo premio sintetizza un lavoro di equilibri e finalità ambiziose. Un grazie va ai vertici e allo staff di Terna, tutti davvero pregevoli per concentrazione, sensibilità e coraggio aziendale. Un grazie all’agenzia xister, sintonizzata sul progetto con strategie virali e assolutamente contemporanee. Un grazie agli uffici stampa che hanno supportato le relazioni coi media. Un grazie al comitato d’onore e alla generosa giuria tecnica. Un grazie ai galleristi che hanno offerto le proprie competenze nella delicata gestione degli artisti. Un grazie esclusivo a tutti gli artisti che hanno partecipato alla prima edizione di una grande sfida italiana. Ottime visioni a tutti. E che le opere siano lo specchio del nostro miglior futuro.
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